Fiori di bach

Fiori di bach

La vita di Edward Bach

Edward Bach (1886-1936) medico britannico di origine gallese, ha scoperto le proprietà terapeutice di alcuni fiori, in particolare a livello della sfera mentale ed emozionale. Nato a Moseley nel Galles il 24 settembre 1886 si laureo’ in medicina nel 1912. Inizio’ i suoi studi in batteriologia.

Fiori di BachConstato’ che particolari batteri erano presenti in grande numero a livello gastrointestinale in malati cronici. Iniziò esperimenti con vaccini derivati da batteri intestinali, ottenendo notevoli risultati. Classificò i ceppi batterici intestinali in 7 gruppi: proteus, dysenteriae, morgan, faecalis, alcaligenes, coli, mutabile, gaertner. Questi gruppo batterici costituirono la base per la preparazione dei nosodi omeopatici utilizzati da Bach per il trattamento di numerose forme di malattia cronica, interpretate come la conseguenza di un’alterata flora batterica intestinale. Edward Bach osservò che i malati potevano essere divisi in gruppi diversi, in base al tipo prevalente di batteri intestinali, cui corrispondevano tratti particolari della personalità. ” Bach constatò ripetutamente che i malati affetti da strane paure – ad es.paura delle folle, del fuoco o delle altezze- presentavano un tipico aumento dei batteri del paratifo nelle feci. I pazienti nervosi, irritabili e con lo sguardo fisso, erano per lo più infestati da batteri del gruppo proteus. Altri che a prima vistasembravano sani ma erano tuttavia affetti da malattie croniche, presentavano un sovrannumero di colibatteri “. Egli individuò 7 tipi fondamentali di personalità che erano concomitanti ad altrettanti diversi stati di flora intestinale, che manifestavano determinate affezioni morbose e che rispondevano alla somministrazione dei preparati omeopatici specifici, noti come nosodi di Bach. Nel 1917 sua moglie morì di difterite. Qualche mese dopo ebbe un collasso circolatorio. Venne operato d’urgenza e fu diagnosticato un tumore alla milza. Tra il 1928 ed il 1935 Edward Bach scoprì i 38 rimedi della floriterapia. Individuando per ciascuno di essi le caratteristiche peculiari e le indicazioni specifiche. Inizialmente Bach ricercò 7 piante medicinali, capaci di sostituire i 7 preparati omeopatici ottenuti dai ceppi batterici. In tale ricerca si lasciò guidare dalla sua profonda intuizione e da alcuni criteri di guida. Le piante psicoattive non dovevano essere primitive o incomplete, ma appartenere ad un ordine evoluto superiore. Non dovevano essere commestibili, ma nemmeno velenose. Della pianta si doveva utilizzare l’apparato seminale dei fiori in cui è concentrata l’energia rigeneratrice della pianta.

Fiori di BachLe essenze floreali dovevano essere raccolte nel pieno della fioritura estiva, in prossimità della festa di San Giovanni e mai dopo le notti di luna piena. per ottenere i preparati medicinali dovevano essere utilizzati esclusivamente gli esemplari più sani, più vitali e belli. I fiori freschi dovevano essere immersi in acqua sogiva irradiata dal sole, per poter riprodurre la dinamizzazione operata dal sole sulle goccioline di rugiada. In tal modo nelle modalità di preparazione delle essenze floreali divenivano protagonisti i quattro elementi: ” La terra è il suolo che porta e sostiene la pianta; l’arie è l’atmo0sfera che la nutre; il sole o il fuoco le permette di trasmettere i suoi poteri; l,’acqua è il mezzo che assorbe le sue benefiche forze curative e le conserva ” (Nora Weeks). Bach era giunto alla consapevolezza che all’origine della malattia non vi sono i batteri o le tossine, ma alterazioni dello stato d’animo ed emozioni negative, come paura, ansia, ridotta autostima… In tal modo Bach recupera, valorizza e rende manifesto il patrimonio culturale della tradizione de Druidi e dei Celti, come sostiene M. Scheffer nella sua prefazione al testo Le piante per la psiche (Ipsa editore): ” Per la sua semplicità formale, il suo metodo viene spesso definito “di una ingenuità commovente” .Ma la sua ingenuità è intenzionale. Dietro la Floriterapia di Bach si cela una tradizione medica antichissima, basata su esperienza e ispirazione. L’antropologo culturale è in grado di ricostruirne le origini fino a civiltà antecedenti quella celtica, fino alle culture megalitiche europee. Elementi essenziali di questa tradizione medica si sono conservati specialmente nel Galles. Osservando più da vicino, ci si palesa una visione di orientamento olistico (..). Essa acquisì le sue conoscenze non attraverso la logica formale nè attraverso l’esperimento, bensì attraverso una visione contemplativa d’insieme di ampi contesti, che includeva le sottili interazioni spiritual-animiche, magiche ed energetiche che correlano uomo, piante, forze terrestri e forze cosmiche “.In definitiva per Bach non era importante il criterio classificativo delle innumerevoli affezioni morbose, ma la disposizione emozionale psichica fondamentale del malato. Così Bach completò la ricerca delle essenze floreali come rimedio corrispondente per i fondamentali archetipi emozionali. Edward Bach morì a cinquant’anni, il 27 novembre 1936, dopo aver completato la sua esplorazione nel mondo delle emozioni umane ed in quello della natura.

Modalità di azione dei fiori di Bach

Al momento attuale non sono noti i meccanismi di azione grazie ai quali agiscono i rimedi floreali. In generale si ritiene che i fiori di Bach agiscano ripristinando, ciascuno in maniera specifica propria, le vibrazioni energetiche proprie dello stato di salute. I fiori di Bach eliminano stati d’animo ed emozioni negativi che contribuiscono all’insorgenza delle malattie. In tal modo ripristina una condizione positiva di equilibrio, ponendo la premessa per il ripristino della salute, intesa come stato di benessere fisico, psichico e sociale. ” Si pensa che fiori abbiano una vibrazione più alta, un’ottava più in sù, dell’insieme psicofisico chiamato uomo, sembra che essi permettano ad un campo energetico disturbato di accordarsi su una vibrazione ermonica maggiore. Questo scambio di vibrazioni avviene attraverso l’acqua, il veicolo al lquale il fiore ha lasciato la sua impronta energetica. Il paziente prendendo le gocce ad intervalli regolari, introduce una vobrazione molto sottile, ma efficace, che entra in sintonia con la vibrazione distorta, la riequilibra e la riassesta su un piano più alto ” (Scilla di Massa).

indicazioni principali dei fiori di Bach

L’uso dei fiori di Bach è indicato soprattutto in condizioni nelle quali un’alterazione dello stato d’animo o delle emozioni è causa di sofferenza ed ècapace di indurre la comparsa di manifestazioni morbose anche a livello somatico

tecnica di preparazione dei fiori di Bach

I metodi di preparazione dei fiori di Bach sono 2: il “metodo del sole” e il “metodo della cottura”. Il metodo del sole consiste nel porre le infiorescenze in una ciotola di vetro colma d’acqua di fonte, lasciandola al sole per la durata di 3 ore e aggiungendo del brandy. Il metodo della bollitura consiste nel far bollire alcuni rametti con infiorescenze, per mezz’ora, in acqua di fonte. Successivamente si filtra più volte e si aggiunge brandy alla Tintuta Madre ottenuta. Bach scoprì il metodo della bollitura nel marzo del 1935. Affetto da una crisi dolorosa di sinusite ed in uno stato d’animo particolare caratterizzato dalla sensazione di perdere la ragione, Bach staccò un rametto da un piccolo albero, il mirabolano (Cherry plum). Il periodo stagionale non gli consentì di ricorrere al metodo del sole, per cui fece bollire il rametto in acqua e lo lasciò in infusione per un’ora. Una volta raffreddato, Bach assunse alcune gocce e la sintomatologia dolorosa si risolse. In questo modo Bach, oltre ad avere individuato un nuovo rimedio (Cherry plum), aveva scoperto anche un nuovo metodo di preparazione.

modalità di assunzione dei fiori di Bach

I fiori di Bach si assumono stillando le gocce (generalmente 4 per 4 volte al giorno) direttamente in bocca e trattenendo per un minuto prima di deglutire. La frequenza di somministrazione deve tener conto dell’intensità del disturbo. In condizioni di ansia, per esempio, la dose di 4 gocce di Impatiens può essere ripetuta di frequente, anche ogni 10-15 minuti, diradando in base alla risposta. Eccezione alla posologia media è rappresentata dal Rescue Remedy per il quale si consigliano 4 gocce per ogni somministrazione. In condizioni di emergenza la dose di 4 gocce di Rescue Remedy può essere ripetuta anche ogni 5-10 minuti, diradando la somministrazione in base al miglioramento del paziente. Se la persona non è in grado di assumere il preparato, è opportuno sfregare il rimedio sulle labbra, sui polsi o dietro le orecchie. Va evitato di toccare la pipetta contagocce con la lingua. Se ciò accade, si sciacqua la pipetta con acqua corrente. La posologia indicata è valida per il bambino, per gli adulti, per gli anziani, per gli animali e le piante. Per i lattanti si possono miscelare 2 gocce di ciascun fiore scelto, direttamente nel biberon. Molto importante è la regolarità nella frequenza della somministrazione. Tanto più acuto è il disturbo e tanto più frequente è la somministrazione del rimedio, mentre il numero delle gocce per ogni somministrazione resta costante. Ogni trattamento è di almeno 20 giorni consecutivi, ad eccezione del Rescue Remedy che viene somministrato in condizioni di emergenza. In caso di incertezza nella scelta dei fiori di Bach, si può ricorrere alla somministrazione per 2 settimane consecutive di un catalizzatore. Nella fitoterapia di Bach i catalizzatori sono 2: Holly, adatto a persone energiche e Wild oat per soggetti passivi.

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