Fitonutrienti

Fitonutrienti

fitonutrienti ed espressione genica

Oltre ai grassi, alle proteine, ai carboidrati e alle fibre, i vegetali contengono una miriade di altri nutrienti, come le vitamine, gli oligoelementi e le sostanze fitochimiche. “Fito” significa “pianta”e le sostanze fitochimiche sono quelle di origine vegetale che modificano l’espressione genica o le funzioni dell’organismo negli individui che ne assumono sufficienti quantità con la dieta. Agli americani è stato detto di consumare più frutta e verdura e per un buon motivo: un regime alimentare che comprenda cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura, sarà ricco di sostanze fitochimiche. Noci, cereali integrali, frutta e verdura, contengono una gran quantità di composti fenolici, terpenoidi, pigmenti ed altri antiossidanti naturali, fra cui caroteni, vitamine E e C, che hanno tutti un effetto protettivo e curativo nei confronti di malattie croniche come: cancro, malattie cardiache, diabete ed ipertensione. In 156 studi scientifici sull’alimentazione, si è riscontrato che il consumo di frutta e verdura, nell’ 82% dei casi, aveva una notevole azione protettiva contro numerosi tipi di cancro. Coloro che consumano più frutta e verdura, evidenziano un’incidenza di tumori inferiore del 50% e un minor indice di mortalità rispetto a coloro che invece non consumano questi alimenti.

monoterpeni: Oli essenziali contenuti nelle piante aromatiche, nelle erbe medicinali e nella frutta, come l’essenza d’arancio, la mente ed il trifoglio Nelle arance si trovano inoltre più di venti carotenoidi, fra cui betacarotene, ma anche altre sostanze della classe dei caroteni come: xantofilla detta anche luteina, zeaxantina e criptoxantina. Essi sono correlati a una minore incidenza di retinopatia maculare, degenerazione della macula retinica che rappresenta la causa principale di cecità negli Stati Uniti dopo i 65 anni.

carotenoidi: Pigmenti gialli e rossi che si trovano nella frutta e negli ortaggi come: carote, pomodori, zucche e patate dolci L’aglio è un altro alimento vegetale che contiene numerose sostanze fitochimiche, in grado di favorire la modulazione dell’espressione genica. I composti solforici presenti nell’aglio hanno azione protettiva nei confronti delle sostanze chimiche cancerogene, abbassano pressione e livello di colesterolo nel sangue, e contribuiscono a rafforzare le difese immunitarie. Anche le sostanze fitochimiche presenti nelle erbe aromatiche influiscono notevolmente sull’espressione genica. La curcumina, che si trova nella curcuma, spezie usata come condimento, è un potente antiossidante che riduce l’espressione genica legata all’infiammazione. La curcumina facilita l’assorbimento di quelle sostanze nocive prodotte all’interno della cellula, in grado di danneggiare i geni, e agisce da interruttore per controllare l’espressione di determinati geni che attivano le funzioni antinfiammatorie dell’organismo. Negli animali, la somministrazione congiunta di capsaicina estratta dal peperoncino, di curcumina estratta dalla curcuma e di oli di pesce, ha contribuito a ridurre la reazione provocata dall’azione di sostanze infiammatorie. Lo zenzero è un altra spezie contenente sostanze fitochimiche in grado di modificare l’espressione genica, di attenuare l’infiammazione correlata all’artrite e ad altri processi patologici di tipo infiammatorio e, unitamente alla curcumina, di ridurre l’espressione genica associata alla reazione infiammatoria.

Un’altra sostanza fitochimica con effetti antinfiammatori è il flavonoide quercetina, che si trova a concentrazioni elevate nelle cipolle e nell’aglio. La quercetina contribuisce a normalizzare l’espressione genica negli stati infiammatori legati alle allergie e all’artrite. La quercetina può essere assunta sotto forma di integratore o introdotta in quantità sufficiente con l’alimentazione, distribuita in tutto l’organismo attraverso l’apparato circolatorio, favorendo così la regolazione ed il controllo dell’espressione genica associata all’infiammazione.

bioflavonoidi: Gruppo costituito da migliaia di fitonutrienti, comprendente i sottogruppi degli isoflavoni, dei flavanoni e dei flavonoli. esercitano tutti attività antiossidante, antinfiammatoria e di modulazione alivello ormonale La quercetina appartiene al gruppo dei bioflavonoidi. Nei vari alimenti sono stati rinvenuti più di mille differenti bioflavonoidi. Questo gruppo di sostanze fitochimiche esercita importanti effetti di modificazione della risposta a livello genico, ed ha proprietà antiossidanti. Da uno studio approfondito è risultato che il motivo per cui il consumo di frutta e verdura contribuisce a proteggere dall’ictus è rappresentato dal fatto che, a un maggior consumo di questi elementi, corrisponde un accresciuto apporto di bioflavonoidi.

Lo studio ha concluso che l’apporto giornaliero di bioflavonoidi attraverso l’alimentazione, esercita azione protettiva contro questa patologia. Il tè è la fonte principale di bioflavonoidi nel regime alimentare medio.

Il tè nero ed il tè verde hanno entrambi un contenuto elevato di bioflavonoidi. Poichè il caffè non contiene bioflavonoidi, coloro che bevono tè traggono un ulteriore, notevole beneficio dalla loro bevanda d’elezione. Il tè verde contiene un gruppo di bioflavonoidi chiamati catachine. I bioflavonoidi svolgono potente azione antiossidante ed esercitano notevole attività protettiva a livello genico.

Il cosiddetto “paradosso francese”, che in anni recenti ha ricevuto notevole attenzione da parte dei media, mette in evidenza come i francesi, pur seguendo un’alimentazione ricca di grassi animali, siano meno esposti alle malattie cardiovascolari di altre popolazioni dei paesi industrializzati.

Recenti ricerche indicano che l’effetto protettivo contro le malattie cardiache della tradizionale dieta francese è da attribuire, almeno in parte, alla maggior assunzione di flavonoidi derivata dal consumo di verdure fresche, nonchè di vino rosso. Il vino rosso contiene diverse sostanze fitochimiche, dette polifenoli, fra cui il resveratrolo e la quercetina, in grado di modificare l’espressione genica a tal punto da contrastare formazione di coaguli e malattie cardiache.

fitonutriente: Uno specifico nutriente di origine vegetale

Allo stato attuale un americano medio consuma all’incirca soltanto una porzione, una porzione e mezza di verdura, e meno di una porzione di frutta al giorno. Da un’indagine sulle abitudini alimentari americane è risultato che soltanto un americano su undici segue le linee guida alimentari che raccomandano un consumo quotidiano di almeno tre porzioni di verdura e due porzioni di frutta. Infatti uno su ogni nove americani, oggetto dell’indagine, non aveva consumato nè frutta nè verdura il giorno del sondaggio, ed il 45% riferiva di non aver mangiato frutta.

Negli ultimi anni sono stati spesi oltre venti milioni di dollari in ricerche per valutare il potenziale antitumorale degli alimenti vegetali. Fra i vegetali cui vengono attribuite le maggiori proprietà antitumorali figurano: aglio, semi di soia, zenzero, liquirizia ed ortaggi della famiglia delle ombrellifere (carote, sedano, prezzemolo, pastinaca). Fra i vegetali con una discreta attività antitumorale vi sono: cipolle, agrumi, curcuma, ortaggi della famiglia delle crucifere (broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli e cavolfiori) e quelli delle solanacee (pomodori, melanzane, peperoni), riso non brillato, frumento integrale ed orzo.

Altri alimenti vegetali attivi in qualche misura contro i tumori sono: orzo, avena, menta, rosmarino, timo, salvia, origano, basilico, cetriolo, melone e frutti a polpa molle (mirtilli, fragole, lamponi, ribes, more).

In questi alimenti vegetali “antitumorali”i ricercatori hanno individuato sostanze attive, in grado di modificare l’espressione genica, con effetto protettivo nei confronti delle malattie legate all’invecchiamento.

Sono state oggetto di ricerca le seguenti sostanze fitochimiche e le relative fonti:

1.Solfuri di allile, contenuti nell’aglio e nelle cipolle (antiossidanti, disintossicanti);

2.Fitati, contenuti nei cereali e nei legumi, come la soia (agenti antitumorali);

3.Glucarati, contenuti negli agrumi, nei cereali e nei pomodori (disintossicanti);

4.Lignani, contenuti nei semi di lino e soia (normalizzano il metabolismo degli estrogeni e del testosterone);

5.Isoflavoni, contenuti nei semi di soia (normalizzano l’attività degli estrogeni e del testosterone);

6.Saponine, contenute nei legumi (agenti antitumorali);

7.Indoli, isotiocianati e idrossibutene, contenuti negli ortaggi della famiglia delle crucifere (favoriscono la disintossicazione degli agenti cancerogeni);

8.Acido ellagico, contenuto nell’uva, nelle fragole, nei lamponi e nelle noci (antiossidante);

9.Bioflavonoidi, carotenoidi e terpenoidi, contenuti in vari altri vegetali (riducono l’infiammazione e rafforzano le difese immunitarie).

La maggior parte influisce su aspetti specifici dell’espressione genica, e contribuisce sia ad attivare i geni che inibiscono l’insorgenza del cancro, sia a disattivare quelli in grado di innescarlo. Un esempio degli effetti esercitati dalle sostanze fitochimiche, è costituito da quanto è stato riferito sul flavonoide naringenina, presente nel pompelmo ma non nell’arancia e nel limone, in grado di coadiuvare l’azione della ciclosporina, costoso farmaco impiegato per evitare il rigetto dopo gli interventi di trapianto degli organi.

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