Il Nobel Montagnier crede alla memoria dell’acqua

Il Nobel Montagnier crede alla memoria dell’acqua

Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina nel 2008, sta sviluppando nuovi metodi diagnostici per malattie croniche o virali come l’Aids basandosi sulle informazioni dell’acqua contenuta nel nostro corpo. L’articolo Dna waves and water è stato pubblicato nel 2011 dal Journal of Physics.

Lo studio italo-francese afferma che – in determinate condizioni e a precise diluizioni – una provetta d’acqua contenente Dna emette dei segnali elettromagnetici che possono essere rilevati, digitalizzati e trasmessi, fino a generare un calco fantasma in un’altra provetta, contenente acqua pura, e mai entrata in contatto con la prima. E l’impronta, una volta aggiunti gli «ingredienti» necessari (i nucleotidi), può ricreare nuovo Dna, uguale al 98% a quello originario.

Luc Montagnier, primo firmatario del lavoro, sta ora sviluppando nuovi sistemi diagnostici per malattie croniche o virali come l’Aids che, «informando» l’acqua del corpo, emetterebbero segnali caratteristici e rilevabili. Il contributo italiano è affidato ai fisici Emilio Del Giudice e Giuseppe Vitiello, che affrontano il quadro teorico di un fenomeno che potrebbe addirittura innescare una rivoluzione.

  • La Stampa, TuttoScienze, pag. VII.