Principi e caratteristiche

Principi e caratteristiche

L’omeopatia è un’espressione della medicina caratterizzata da un approccio globale e personalizzato al malato. Se la legge di similitudine è l’asse attorno a cui ruota l’omeopatia, la sua applicazione richiede di cogliere la totalità e l’individualità dell’esperienza umana, attraverso lo strumento privilegiato del dialogo tra medico e paziente.

L’essenza stessa dell’omeopatia non potrebbe essere designata meglio che dalla necessità di stabilire delle diversità. Omeopatia significa, soprattutto, capacità di distinguere le caratteristiche reattive proprie di ogni singolo malato. Un esempio può essere utile a comprendere meglio. Cosi’,di fronte a un’epidemia influenzale, la scelta del rimedio più appropriato per il singolo paziente, va modulato in funzione delle modalità reattive personali. In tal modo, Aconitum è il medicinale indicato nella febbre elevata ad insorgenza brutale con congestione cutanea, ma senza sudorazione, sete intensa per grandi quantità d’acqua fredda, intensa agitazione. Belladonna è il medicinale della febbre elevata, ad insorgenza rapida, con sudorazione abbondante, congestione del capo, intenso fastidio per la luce, irritabilità e prostrazione. Quando la febbre ha un’insorgenza più graduale e si associa a sintomi che migliorano con l’immobilità assoluta e aggravano con il minimo movimento è indicata Bryonia . In tal caso le mucose sono aride ed è presente sete intensa per grandi quantità d’acqua. Se la febbre ad insorgenza progressiva si accompagna a prostrazione profonda e tremori con dolori muscolari, cefalea intensa, pesantezza palpebrale e disturbi visivi, è indicato Gelsemium sempervirens. Ferrumphosphoricum è il medicinale omeopatico della febbre poco elevata in soggetti deboli con tendenza alle manifestazioni infiammatorie a livello delle prime vie aeree (orecchio, bronchi). Nell’esame delle malattie acute la prima preoccupazione del medico è stabilire una corretta diagnosi della malattia (es.faringite, otite, bronchite), ricercare il fattore causale o scatenante (es.trauma, raffreddamento) e considerare i segni reattivi attuali del paziente con le modalità di aggravamento o miglioramento e le modificazioni del comportamento abituale.

Tuttavia, se le manifestazioni morbose sono ricorrenti o tendono a cronicizzare, per la scelta del rimedio non è più sufficiente valutare i sintomi e i segni del momento, ma è necessario esaminare l’aspetto costituzionale, gli antecedenti personali e familiari, le tendenze morbose, le alterazioni dei ritmi principali, i desideri e le avversioni alimentari, le modalità generali e locali di aggravamento e miglioramento, lo psichismo…

i principi dell’omeopatia

Principio di similitudine

Il principio di similitudine afferma che “i simili si curano con i simili”‚ cioé che una sostanza che provoca determinati sintomi in un soggetto sano è in grado di guarire un paziente che manifesta quegli stessi disturbi.

Diluizione e dinamizzazione

Secondo il principio della diluizione infinitesimale, il rimedio omeopatico risulta tanto più efficace, quanto più è diluito. Se esso fosse impiegato ad alto dosaggio, per la legge della similitudine determinerebbe un aggravamento e non una cura dei sintomi del paziente. Le dosi utilizzate in omeopatia vengono chiamate “non ponderali”: esse, cioè, non possono essere pesate, al contrario di quanto avviene con i principi attivi dei farmaci tradizionali e con le essenze vegetali usate in fitoterapia. La prima diluizione, ottenuta con una goccia della sostanza di base addizionata a 99 gocce di acqua o alcol, viene indicata come 1 CH. Un rimedio omeopatico che porti sulla confezione l’indicazione CH, ad esempio, è stato sottoposto nove volte successivamente a questo tipo di diluizione. Il prodotto, dopo essere stato diluito, viene dinamizzato, ossia sottoposto a un’agitazione meccanica (succussione) che trasferisce energia alle sue molecole e lo rende “attivo”.

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