LsGenius Biofotoni

LsGenius Biofotoni

La “Linea Genius Check” è costituita da una serie di strumenti elettronici di nuova concezione dotati di un particolare sensore denominato Sensor Genius Check.


Esso è in grado di captare deboli onde elettromagnetiche (E.M.) nel campo delle basse – bassissime frequenze (ULF – ELF – VLF).
Il sensore Genius Check rileva con meccanismo “on” “off” lo spettro E.M. ambientale nel range previsto in assenza e in presenza di soggetti, animali od oggetti.
Il principio di funzionamento è basato sulla considerazione che tutto ciò che esiste riceve ed emette oscillazione E.M. di diversa frequenza, intensità, forma d’onda e durata.
Nel caso degli esseri viventi si ritiene che intorno al soggetto vi sia un campo E.M. costituito da linee di forza necessario al buon funzionamento del sistema stesso (campo bioplasmatico) e campi E.M. ultradeboli dovuti all’intesa attività elettrica (campo bio-fotonico) .
Tale complesso sistema è stato definito come “sistema delle microenergie pericorporee”.
Esso è un sistema ricco di informazioni che interferisce con l’ambiente circostante. Questo processo viene colto dallo strumento e dopo l’elaborazione dei dati con personal computer viene decodificato.
I risultati sono visualizzati sotto forma di pratici “indici, quadrettatute colorate e/o grafici”.
Sia l’ambiente che lo stato del sistema studiato contribuiscono a determinare la qualità dell’ interferenza.
E’ infatti noto che lo spettro ambientale varia da luogo a luogo oltre che nel dominio del tempo, così come le microenergie variano in funzione di molti fattori. Ad esempio situazioni stressogene modificano l’attività E.M. a vari livelli, mentre come sostenuto da alcuni autori, alterazioni del campo bio-plasmatico sono condizioni favorenti l’insorgenza di alterazioni o disturbi vari. Lo studio del comportamento di queste interferenze è definita come

“Telesegmentometria funzionale delle microenergie pericorporee”® o più semplicemente Metodica T.S.F ®.

sistema informato test biofotoni

Con la Linea Genius Check è possibile rilevare lo stato di stress energetico del sistema inteso come variazione del comportamento delle microenergie pericorporee, a vari livelli: iper o ipoergie, iper o ipo-reattività basale o come risposta a vari stressori.
Ogni stressore, indipendentemente dalla sua natura ( alimento, emozione, situazione, ecc.) ha un proprio contenuto informativo E.M. che va a perturbare il campo delle microenergie determinando modifiche del loro comportamento.
L’identificazione di questi stressori è ritenuta importante per il mantenimento del buon funzionamento del sistema MEP e dello stato di benessere.

In natura tutto è in vibrazione, la materia a livello ultramicroscopico è agitata da un turbinio di urti, perturbazioni e interazioni di particelle elementari in perpetuo movimento.

Fritz Albert Popp –università di Kaiserslautern – sostiene che la materia vivente ha molti effetti deboli. Essa emette dei biofotoni, la cosidetta ” bioluminescenza debole” in un intervallo che va dall’infrarosso all’ultravioletto; questa luce benché debolissima può essere rilevata con apposite apparecchiature ( fotomoltiplicatore).

Secondo Morell i farmaci, i rimedi omeopatici, gli alimenti nel loro aspetto non nutrizionale, e forse tutte le sostanze attive, agirebbero per mezzo di modulazioni specifiche sul campo bio-fotonico in virtù delle loro proprietà E.M.

L’idea che il corpo degli esseri viventi sia dotato di un “campo vitale” che li avvolge e risuona ad una frequenza sua propria, risultato di una miscela di un numero elevato di frequenze diverse (rumore ), è antica.

Uno strumento che sembrerebbe rilevare questo campo bio-psichico e che ha oramai molta storia è la famosa quanto contestata “foto Kirlian”.

Secondo gli studi del dr Franz Morell e del bio-ingegnere Erich Rasche (1975) l’uomo è immerso in un insieme enorme di oscillazioni EM provenienti dalla Terra e dal Cosmo. Tutto ciò che esiste riceve ed emette oscillazione EM di diversa frequenza, intensità, forma d’onda e durata.

Rupert Sheldrake suppone che gli organismi autoadattanti, a tuti i livelli di complessità, sono un tutto dipendente da uno specifico campo organizzatore di quel sistema, che è il suo campo morfico. Questo tutto è composto di parti, le quali sono a loro volta un tutto a livello più basso (causalità verso il basso). A ciascun livello, il campo morfico dà a ciascun tutto le proprie caratteristiche e fa sì che esso ammonti a più della somma delle proprie parti.

La teoria di Rupert Sheldrake sostiene che la risonanza morfica si manifesta nella fisica, nella chimica, nella biologia, nella psicologia, e nelle scienze sociali

Egli formula l’ipotesi che la non localizzazione quantistica o principio di indeterminazione di Heisemberg – sia essenziale ai campi morfici, in quanto come le parti di un sistema quantico mantengono la loro connessione se sono stati collegati in passato e rimangono sempre unite da un campo quantico, analogamente avviene per un campo morfico.

I campi morfici di Rupert Sheldrak sono regioni d’influenza all’interno dello spazio-tempo, localizzati dentro e intorno ai sistemi che organizzano. Essi limitano ovvero impongono un ordine all’indeterminismo intrinseco dei sistemi che presiedono. I campi che presiedono allo sviluppo e al mantenimento della forma corporea si chiamano morfogenetici. Quelli che si occupano della percezione, del comportamento e dell’attività mentale si chiamano campi percettivi, comportamentali e mentali.

Lo spettro EM caratteristico dei sistemi viventi sembra coprire tutte le frequenze, anche se la banda più interessante sembra localizzarsi tra lo 0 e i 30 Khz (tale banda viene classificata dalle convenzioni internazionali come VLF e LF).

Abbiamo potuto constatare che lo spettro normale è caratterizzato da ampiezze e frequenze variabili nel tempo.

A generare l’ emissione di onde EM da parte dei sistemi viventi si ritiene vi concorrano non soltanto le sostanze che lo costituiscono e le intense attività metabolico-energetiche ma anche l’attività elettrica degli organi e soprattutto le correnti di diffusione presenti nei tessuti del connettivo lasso generate da una disomogenea concentrazione di ioni positivi e negativi.

Il tentantivo di penetrare all’interno di questo ricco e complesso sistema informativo è oramai antico e diversi metodi sono stati proposti ed ancora oggi utilizzati.

A partire dalla fine degli anni ‘90 sono iniziati gli studi che hanno portato alla realizzazione di un particolare strumento da noi definito “Sensor Genius Check”, il progetto è stato realizzato con l’intento di creare un dispositivo ad alta sensibilità atto a catturare campi di natura magnetica ultradeboli in ambiente non schermato solo mediante concatenamento tra campi magnetici ambientali e il sensore stesso.

Per sua natura questo sensore capta campi magnetici variabili di bassa frequenza e non richiede alcun contatto tra persone, animali o cose presenti nel suo raggio.

Il rumore EM è ubiquitario ed essendo il sensore ad alta sensibilità è in grado di rilevare sempre uno spettro. Tale spettro è variabile nel tempo e diverso a seconda del luogo. Per tale motivo è stato necessario effettuare diverse osservazioni in ambienti e condizioni diverse in modo da avere una mappa di differenti spettri con le proprie oscillazioni e variazioni. Questa è stata la base del lavoro iniziale che ci ha permesso di avere degli spettri medi di riferimento molto importanti.

Tutto ciò che è all’interno del raggio di azione del sensore contribuisce a determinare rumore EM ambientale. Ne consegue che se nel raggio di azione del sensore vi si trova un oggetto, persona o animale, non presente nella captazione immediatamente precedente la captazione subisce delle variazioni.

Se al posto di un oggetto vi è un essere vivente avremo variazione della captazione anche dipendente dalla sua capacità produttiva di onde EM deboli per effetto delle intense attività elettromagnetiche che si producono nei processi energetici.

L’attività E.M. dei sistemi biologici secondo la teoria cinese della circolazione dell’energia, dovrebbe dipendere anche dall’esistenza e dall’attività dei meridiani. Essa è stata oggetto di numerose investigazioni. L’esperienza più significativa che diede impulso allo studio secondo criteri scientifici sull’esistenza dei punti e meridiani di agopuntura, fu condotta da Becker il quale misurò le differenze di potenziale cutaneo sulla pelle di una salamandra trovando in particolare sulla parte ventrale una linea di corrente negativa e sul dorso una linea di corrente positiva. Queste linee elettriche corrispondono ai meridiani identificati dai cinesi con il nome di Jenn mo e Tou mo.

Tutto ciò contribuisce a definire il complesso sistema delle microenergie pericorporee e la sua intrinseca caratteristica di oscillazione, variazione, dualità: assorbimeto / emissione.

La correlazione tra eventi EM appartenenti a queste microenergie e il nuovo metodo di captazione caratteristico del sensore Genius Check è stata definita dal Dr G.Sitzia e collab. (2000) “Telesegmentometria funzionale delle microenergie” o più semplicemente “metodica TSF”. Con tale termine si intende la tecnica di captazione (Tele) correlata alla metodica di suddividere lo spettro captato in bande definite ( …segmenti) la cui oscillazione può dare informazioni indirette sullo stato del sistema analizzato (stato e dinamismo delle microenergie corporee in emissione ed assorbimento).

Una persona in fase di stress ( reazione simpaticotonica di Selye) tende a mobilizzare energia per fronteggiare lo stress stesso. Ciò si concretizza in una serie di mutamenti nelle funzioni che di fatto portano ad una variazione del comportamento EM di diversi settori dell’organismo.

Se noi abbiamo memorizzato il campo EM ambientale, immediatamente prima di captare il soggetto, confrontanto questa captazione ( che viene detta “di riferimento”) con la seconda captazione ( in presenza del soggetto) avremo una differenza che sarà ascrivibile alla variazione o “disturbo” prodotto dal soggetto sul campo ambientale.

L’esame di questa interferenza ci può dare una serie di informazioni indirette sullo stato del sistema.

Con metodo statistico, è possibile cogliere delle indicazioni di comportamento di particolari bande spettrali che possono fornire indicazioni su disfunzioni energetiche di particolare interesse per la conservazione dello stato di salute e /o il miglioramento dello stato di benessere (alterazioni del bio-plasma o delle microenergie).

Inoltre sulla base di quanto detto precedentemente, con la stessa tecnica è possibile valutare l’impatto stressogeno sul sistema delle microenergie pericorporee di diverse situazioni, condizioni, stati emotivi e sostanze varie o eventi vari: lettura, musica, luce ecc.

L’interesse per quest’ultimo approccio nasce dal fatto che proprio in virtù della capacità informativa di quest’ultimo campo, le distorsioni nella sua struttura organizzativa dovute allo stimolo, possono dare indicazioni di deviazioni del comportamento del sistema.

Si tratta quindi di studiare “condizioni stressogene del sistema”. Esse in quanto tali non comportano una linearità di rapporto causa-effetto ma una “probabilità” dato che da un lato esse sono reversibili o occasionali mentre dall’altro si ritiene che esse siano condizioni essenziali che precedono o accompagnano alterazioni.

Con i limiti e le indicazioni previste sebbene ancora ben lontana da essere equiparabile ad una metodica diagnostica, la metodica TSF può rappresentare un nuovo punto di partenza per lo studio, l’analisi e la valutazione del comportamento e delle devianze energetiche.

La Metodica TSF ha mostrato una estrema vivacità, aprendo problematiche teoriche di estremo interesse nonché permettendo di effettuare osservazioni impensabili sino a qualche tempo fa. Tra queste la scoperta di bande EM frequenziali a comportameto particolare e la scoperta della possible circolazione delle microenergie sono senza dubbio le più interessanti e innovative.

A cura del Dr G. Sitzia.

SINTESI BIBLIOGRAFICA:

A.Gubbiotti – Concetti Scientifici delle Bioenergie –- Guna Editore 1994

A. Gubbiotti – Bioenergia –Dimostrazione raggiunta – Guna Editore 1995

Fratz-Albert Popp – La Teoria dei Biofotoni – IPSA editore 1985