Tosse: sciroppi e sedativi

Tosse: sciroppi e sedativi

Al primo colpo di tosse, la tentazione è quella di imbottirsi di sciroppi o sedativi per la tosse. Compito del medico è quello di prevenire le terapie scorrette di chi preferisce fare da sé o peggio ancora ignorare il problema. Capirne le cause è la prima cosa da fare per combatterla in modo corretto. I sedativi della tosse, per esempio, possono facilitare il ristagno delle secrezioni nei bronchi con il risultato di aumentare il rischio che si infettino. «La tosse è un riflesso di difesa dell’organismo per rimuovere in modo esplosivo una sostanza irritante dalle vie aeree – spiega Giorgio Walter Canonica, direttore della Clinica di malattie dell’apparato respiratorio e allergologia dell’università di Genova – Una tosse persistente per molti anni è un campanello di allarme dell’asma, ma anche di reflusso gastroesofageo e broncopneumopatia cronica ostruttiva, Bpco. Nel caso del reflusso, la tosse è dovuta all’irritazione della mucosa respiratoria provocata dalla risalita di materiale acido dallo stomaco fino alla gola».

La Bpco è una malattia in cui la capacità respiratoria diminuisce progressivamente per una bronchite cronica, un enfisema o entrambi. Spesso colpisce fumatori o ex-fumatori, spia dall’allarme è la tosse cronica, con catarro e difficoltà respiratorie. La tosse cronica può essere segnalare un tumore al polmone, soprattutto se da secca diventa grassa o viceversa.

«Se la tosse è insorta di recente ed è secca è probabile che sia causata da infezioni respiratorie, ma potrebbe anche essere l’effetto collaterale di qualche farmaco, per esempio degli ace-inibitori – spiega Canonica – La tosse grassa, con escreato giallo-bruno, è tipica della Bpco e delle bronchiti acute, mentre se la causa è l’asma, la tosse può essere sia secca sia grassa, ma l’escreato è più chiaro per l’assenza di germi. Una tosse metallica e abbaiante è il segnale di patologie tracheali, mentre quella convulsa, specie nei bambini, può essere legata alla pertosse. Se la tosse dura a lungo o si ripete spesso è sempre bene indagare, per esempio con test allergologici, spirometria o esami specifici, se ipotizziamo un reflusso gastroesofageo».

Fonti
  • Salute del Corriere della Sera del 4 dicembre, (settimanale), pag. 57.